| PHOENIX! JIGOKU O MITA SENSHI | PHOENIX! IL GUERRIERO CHE HA VISTO L'INFERNO | PHOENIX |
Prima trasmissione: 22 novembre 1986
Regia: Kozo Morishita
Direttore delle animazioni: Tetsuro Aoki
Sceneggiatura: Takao Koyama
Storyboard: Kozo Morishita
Animazioni: Yukihiro Makino, Takahiro Iida
Mentre Miho si occupa di Seiya, ricoverato all'ospedale ma già in discrete condizioni, andandolo a trovare insieme con i due piccoli dell'orfanotrofio Akira e Makoto, Shiryu va a far visita all'avversario ferito, ringraziandolo per avergli salvato la vita e instillandogli un dubbio. Dragon infatti, durante la difficile battaglia contro il Sacro Guerriero di Pegasus, si è sentito osservato ed è convinto che un misterioso nemico (o si tratta solo del decimo partecipante alla Guerra Galattica?) stia vigilando sullo svolgimento delle battaglie e che brami la sacra armatura. Se quanto egli asserisce fosse vero, allora l'unica arma in grado di scovare il nemico sarebbe la Nebula Chain, dotata della facoltà di percepire la presenza e le mosse degli avversari. Al Colosseo, intanto, proprio Shun di Andromeda incontra Jabu di Unicorn, contro il quale sfodera una impareggiabile tecnica difensiva utilizzando la sua catena. La Nebula Chain, che Shun dirige con maestria, si dispone intorno al corpo del Sacro Guerriero e si scaglia contro Jabu ogni qual volta questi tenta di attaccare il suo avversario, sbattendolo invariabilmente a terra. Da qualunque parte Unicorn provi a far breccia, il Nebula Chain risponde sempre a tono, ma quando la battaglia sembra ormai finita, accade qualcosa di strano. La catena, infatti, comincia a muoversi autonomamente, formando in successione alcune lettere componenti una parola greca: AXIA. Sperando di approfittare della distrazione del suo avversario, Jabu afferra la catena, ma viene respinto dalle scariche elettromagnetiche da essa emanate, e l'arma riprende a muoversi come in precedenza. La catena compone nuovamente la parola AXIA, dirigendosi poi, come impazzita, verso l'armatura di Sagittarius. Le luci si spengono improvvisamente, e nella temporanea oscurità fa la sua comparsa il Sacro Guerriero di Phoenix, l'ultimo partecipante alla Guerra Galattica. Questi non è altri che Ikki, fratello di Shun, il quale, dopo aver completato l'addestramento alla Death Queen Island, è tornato a Tokyo con un Cosmo ostile e pieno di odio verso tutto e tutti. La seconda delle due catene di Shun, quella triangolare, attacca Ikki ma gli si lega al polso senza colpirlo, e il Sacro Guerriero di Andromeda piange calde lacrime sapendo di aver ritrovato il fratello che credeva perduto. L'illusione di un lieto fine, tuttavia, è di breve durata, poiché Ikki colpisce con rabbia il fratello minore, destando lo stupore di tutti i presenti, compresi Shiryu e Seiya, appena giunti dall'ospedale. Il meno sorpreso, paradossalmente, è proprio Shun, che cinque anni prima sarebbe dovuto partire per la Death Queen Island allo scopo di conquistare l'armatura di bronzo. Nell'occasione, invece, Ikki si era offerto di partire al posto suo, dopo essere venuto a sapere che quell'isola era un vero inferno, un luogo proibitivo per il debole Shun. Il Sacro Guerriero di Andromeda si sente in colpa, ma rimane comunque scioccato dall'astio di Ikki nei suoi confronti, e non riesce a reagire nemmeno al secondo attacco che questi gli porta.