| SAINT SEIYA - JOSHÔ TENKAI-HEN | SAINT SEIYA - PROLOGO AL CAPITOLO DEL REGNO DEI CIELI | I CAVALIERI DELLO ZODIACO - LE PORTE DEL PARADISO |
Seiya, in seguito alla battaglia contro Hades, è diventato un invalido e riposa su una sedia a rotelle, con Saori che si prende cura di lui. I due si sono trasferiti in un cottage tranquillo e isolato, che tuttavia è all'improvviso soggetto ad un attacco. Tre guerrieri, infatti, giungono sul posto ed uno di essi, un combattente che indossa una maschera, uccide Seiya trafiggendolo con lance aguzze. Il cuore del Sacro Guerriero, però, non smette di battere, perché Saori guarisce le sue ferite come per incanto. Sorpresi da quanto avvenuto, i tre sicari si rivelano per quello che sono: sono gli Angeli, guerrieri al servizio di Arthemis, dea della Luna e sorella mitologica di Athena, scesi sulla Terra per punire Seiya, reo di aver offeso gli dei opponendosi ad essi. I tre giungono addirittura ad attaccare Athena, che si è frapposta tra loro e Seiya, ma la contesa è presto sedata dall'arrivo di Arthemis in persona. Arthemis spiega a Saori che Seiya, Shiryu, Hyoga, Shun e Ikki dovranno pagare con la vita per le loro battaglie combattute contro gli dei, e ordina ad Athena di affidare a lei il controllo della Terra, che non può certo essere lasciata agli uomini. Athena accetta la richiesta della sorella, invocando in cambio il perdono per i suoi Sacri Guerrieri più fedeli ed ottenendolo; Marin, Shaina, Jabu e gli altri Sacri Guerrieri di Bronzo, invece, dovranno difendere il Santuario, passato nelle mani di Arthemis, da eventuali invasori. Intanto, il destino di Saori è segnato, perché la ragazza dovrà purificarsi dai suoi peccati lavando il proprio sangue nella Fontana della Redenzione, fino a dissanguarsi completamente.
Seiya, presentendo il pericolo che corre la sua dea, riprende coscienza, ma è debolissimo e spaesato. E' Marin a metterlo al corrente della situazione, e a trovare, nell'occasione, un ciondolo che sembrerebbe conoscere, e che presumibilmente è stato perduto da uno degli Angeli. Seguendo le indicazioni di Marin, Seiya si reca al Santuario, e scopre che tutto è cambiato; in luogo delle Dodici Case dello Zodiaco non ci sono altro che rovine sconosciute, e al posto degli amici di un tempo Seiya trova Shaina, Jabu ed Ichi a sbarrargli il passo. Ostacoli da poco? Niente affatto, perché il Sacro Guerriero, inspiegabilmente, non riesce a lanciare i suoi colpi, ed è vittima prima dei calci di Jabu, poi degli artigli di Ichi ed infine di Shaina, che lo precipita da un dirupo.
Frattanto, al nuovo Santuario arriva anche Shun, che si imbatte in Theseus, uno dei tre Angeli. Il Sacro Guerriero prova a combattere, ma il suo avversario sembra decisamente superiore, tanto da riuscire a colpirlo senza essere nemmeno sfiorato. Durante il duello, Shun si accorge di essere in uno spiazzo dominato da una colonna sulla quale sono scolpiti i ritratti dei Sacri Guerrieri d'Oro, imprigionati per sempre in quel luogo dagli dei per essersi opposti ad essi. Shun sta per soccombere, ma Ikki accorre in suo aiuto, pur non riuscendo a fare molto per contrastare Theseus. Alla fine, quando entrambi sembrano sconfitti, spronati dagli elogi di Shion, che ne esalta il valore, i due fratelli attaccano Theseus in combinazione e hanno successo. Non solo Shun ed Ikki sono giunti al Santuario, ma anche Shiryu e Hyoga. Seiya, dopo essere caduto nel baratro ed aver fortunosamente ritrovato, alla base di esso, la propria armatura, si imbatte nei Sacri Guerrieri di Dragon e Cygnus. I due sono già sconfitti, vittime della forza di Odysseus, ma con l'arrivo di Seiya si rialzano e riprovano ad ottenere la vittoria. Anche in tre, i Sacri Guerrieri non sono all'altezza, ma Shiryu e Hyoga vogliono fare un ultimo tentativo, e chiedono a Seiya di proseguire e salvare Saori. Odysseus, in grado di respingere al mittente i colpi ricevuti, mette nuovamente al tappeto i suoi avversari, ma si illude soltanto di avere vinto; l'effetto riunito del Diamond Dust e del Rozan Shoryû-ha, infatti, non si manifesta subito, ma quando i danni emergono per Odysseus è finita.
Ormai a dividere Seiya da Saori resta il solo Ikaros, l'Angelo con la maschera sul volto, che maltratta il paladino di Athena a più riprese. Il Sacro Guerriero viene salvato una prima volta da Marin, che giunta sul luogo dello scontro mostra all'Angelo il pendente ritrovato, parlandogli molto chiaramente: il prezioso di Ikaros è lo stesso che apparteneva a Toma, il fratello di Marin scomparso molti anni prima. L'Angelo, però, non è disposto ad ascoltare la donna, perché chi come lui aspira ad elevarsi a divinità non può concedersi debolezze umane. Poi, Toma riprende le cose da dove le aveva lasciate, raggiungendo Seiya in fondo al crepaccio nel quale lo aveva gettato con un colpo dalla potenza devastante. Ancora una volta Toma riduce il resistentissimo Seiya ai minimi termini, scagliandolo lontano, e ancora una volta Seiya ha un discreto colpo di fortuna.
Il Sacro Guerriero, infatti, precipita nella Fontana della Redenzione, e qui ritrova Saori, la quale non esita a manifestargli un sentimento più profondo dell'affetto e della semplice riconoscenza. Poi, però, la ragazza richiama l'attenzione di Arthemis, chiedendole di restituirle lo scettro sottratto al cottage; sarà con quello che Saori ucciderà Seiya, affrancandosi dagli uomini e divenendo degna di ritornare sull'Olimpo. La dea trapassa con il bastone dorato il petto di un Seiya consenziente, privandolo della vita, e quindi porta il cadavere dell'amato in un altro luogo, nei pressi di un piccolo colonnato, per la gioia di Arthemis. La dea della Luna, però, ha ben poco da rallegrarsi: Athena non intende schierarsi al suo fianco, e inoltre Seiya è tutt'altro che morto! Il Sacro Guerriero si rialza, perfettamente guarito e nel pieno dei suoi poteri, recuperati ora che l'anima ed il corpo sono tornati in sincronia (morendo contro Hades, probabilmente il corpo di Seiya non era che un involucro vuoto, privo di anima), ed ora è pronto a riaffrontare Toma. I due, ora, sono esattamente alla pari, e infatti si feriscono reciprocamente; Toma rischia anche di morire, precipitando da un burrone, ma Marin lo salva, e l'Angelo riconosce finalmente la propria umanità e la propria sorella. Anzi, afferma anche di essere diventato un guerriero al soldo di Arthemis per diventare forte come un dio e poter proteggere sua sorella maggiore.
Arthemis invece, una volta compreso il trucco usato da Athena, estrae il proprio Arco d'Oro per cercare vendetta, e scocca una freccia. Il dardo andrebbe a segno, se il ravveduto Toma non la intercettasse con il corpo. Ma non c'è tempo per curarsi della sua salute, perché un nuovo nemico scende in campo; deluso dall'operato di Arthemis, giunge sul posto Apollon, dio del Sole, che senza perdere tempo afferra Saori per la gola e tenta di strangolarla. Ostacolato da Seiya, il dio inizia a combattere contro il Sacro Guerriero, che sembra non riuscire a contenere l'energia del suo nemico. Ma quando tutto sembra perduto, sul corpo di Seiya si dispone una nuovissima armatura.