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QUARTO FILM

SAINT SEIYA - SAISHU SEISEN NO SENSHI-TACHI SAINT SEIYA - I GUERRIERI DELL'ULTIMA GUERRA SACRA I CAVALIERI DELLO ZODIACO - L'ULTIMA BATTAGLIA

In una notte stellata e luminosa, quattro comete cadono dal cielo che sovrasta il Santuario in Grecia, mettendo in guardia i Sacri Guerrieri d'Oro. Mu, Aldebaran, Aiolia, Shaka e Milo avvertono tutti quanti la presenza di un Cosmo spaventoso proveniente dalle scie luminose, ma nessuno di loro riesce ad evitare la propria disfatta. Le comete, precipitate al suolo, si manifestano come fuochi fatui che, dotati di forza e velocità non comuni, attaccano contemporaneamente ciascuno dei Sacri Guerrieri d'Oro, sopraffacendoli anche in virtù della notevole superiorità numerica. Una volta sconfitto anche Milo, l'ultimo dei Sacri Guerrieri d'Oro presenti al Santuario, i fuochi fatui proseguono la loro corsa fino alla Statua di Athena, luogo in cui vengono raggiunti dal Figlio dell'Aurora, Lucifero, sceso dal cielo in una colonna di luce azzurrognola. Questi, provocato dallo spirito di Athena celato nella statua, mozza la testa dell'effigie della dea e, dopo aver giurato di vendicarsi sugli dei tutti, riedifica il proprio tempio, sito tra i monti della Grecia. Solo al mattino Saori e i Sacri Guerrieri di Bronzo scoprono quanto è accaduto al Santuario, e subito mettono in relazione l'accaduto con le sempre più frequenti catastrofi che stanno scuotendo il pianeta, chiedendosi chi ne sia il responsabile. Lucifero, tuttavia, non ha alcuna intenzione di nascondersi, e si presenta davanti a Saori, Hyoga, Seiya e Shun insieme con i Sacri Angeli del Male, i guerrieri che hanno sconfitto i Sacri Guerrieri d'Oro. Lucifero, angelo decaduto dotato di incommensurabili poteri, era stato nei tempi antichi cacciato dal Paradiso e contrastato, nelle sue seguenti brame di vendetta, da tutti gli dei, e da Athena in particolare, venendo infine confinato negli Inferi, dei quali era divenuto signore col nome di Satana. Dagli Inferi era riuscito a riemergere solo grazie alla forza dei Cosmi uniti di Eris, Abel e Poseidon, ai quali ha promesso, una volta sconfitta Athena, di consegnare la Terra, e ai quali ha, nel frattempo, dato l'ordine di distruggere il mondo.

Lucifero si dice disposto a fermare gli dei a lui subordinati, ma solo a condizione che Athena lo raggiunga al Palazzo degli Intrighi, per offrirgli il suo sangue fino all'ultima goccia, e ovviamente ciò scatena la reazione indignata dei Sacri Guerrieri, privi delle armature e per questo facilmente abbattuti dai Sacri Angeli del Male, che li feriscono a morte. Mentre Saori si reca al Palazzo degli Intrighi, Shiryu raggiunge gli amici in ospedale, avvertendoli della situazione e chiedendogli di lasciar fare a lui solo, ma ovviamente anche Seiya, Hyoga e Shun vogliono essere della partita. Tutti e quattro si dirigono quindi verso il palazzo di Lucifero, ma molto prima di giungervi trovano sulla loro strada ben due nemici: Astaroth, l'Angelo Cherubino della Conoscenza, e Belzebù, l'Angelo Serafino della Violenza. Shiryu obbliga gli amici a proseguire, rammentando loro che Athena è in grave pericolo, e affronta da solo i due avversari, a cui per qualche attimo tiene testa. Poi le cose per lui migliorano, visto che Astaroth decide di combatterlo da solo e visto che il colpo del Sacro Angelo del Male non va a segno; Seiya, avendolo già subìto nella prima battaglia, ha infatti spiegato a Shiryu come evitarlo, e questi c'è riuscito perfettamente.

Intanto la corsa di Seiya, Hyoga e Shun prosegue, fermandosi solo dinanzi ad un crollo improvviso di un colonnato. Il tempo di riaversi dallo spavento ed i tre proseguirebbero, non fosse che da un sinistro bòzzolo a forma di colonna spunta Eligor la Mantide d'Oro, l'Angelo Virtuoso della Forza. Shun rimane a battersi, favorendo la corsa dei due compagni, corsa che presto deve però nuovamente arrestarsi. Stavolta è Hyoga a decidere di fronteggiare il nemico: si tratta di Moah, Angelo Trono della Quiete. Nel frattempo Astaroth, esasperato dalla valida resistenza oppostagli da Shiryu, usa il suo colpo più potente, il colpo del Bianco Re Serpente a Due Teste che egli rappresenta, il Killer Fanged Cobra, attaccando a testa bassa e conficcando il braccio sinistro (fino al polso!!) nell'addome del Sacro Guerriero di Dragon. Shiryu, come nella battaglia con Shura al Santuario, contrae i muscoli, impedendo ad Astaroth di allontanarsi, e poi lo sconfigge con uno Shoryû-ha lanciato a bruciapelo. Belzebù, però, non ha abbandonato il luogo della battaglia, e abbatte tranquillamente uno spossato Shiryu prima di andare alla caccia degli altri tre Sacri Guerrieri. Rispetto ad Astaroth, contro Shun Eligor ha molte meno difficoltà, soprattutto dopo che con la sua falce d'oro, il Seima Toro-ken, ha fatto a pezzi la catena del Sacro Guerriero di Andromeda, del quale riduce in piccoli frammenti anche l'armatura. E mentre Shun langue, la stessa sorte tocca anche a Hyoga, impegnato contro il suo passato. Il suo avversario Moah, infatti, è un cacciatore di anime, cioè un guerriero che riesce ad evocare immagini familiari allo scopo di usarle per rendere inermi gli avversari, e cosa può fare il Sacro Guerriero di Cygnus dinanzi alla propria madre? Subire soltanto...

Hyoga, però, trova un'insospettata forza d'animo dentro di sé, una voglia di vincere talmente forte da portarlo a colpire sua madre (e quindi Moah, che si celava dietro alla sua immagine) con un poderoso Aurora Thunder Attack, mentre Shun non riesce a superare le difficoltà da solo. Anche in quest'occasione, insomma, Ikki interviene in suo soccorso, salvandolo proprio all'ultimo e colpendo in pieno l'arrogante Eligor con il Genma-ken. Ingannato dagli incubi di cui è preda, Eligor viene quindi giustiziato facilmente dal Sacro Guerriero di Phoenix. Ikki può così lanciarsi all'inseguimento di Seiya, che intanto è già entrato nel Palazzo degli Intrighi e non dista che una manciata di scalini da Saori, ormai ai piedi dell'ultima scalinata irta di rovi che la condurrà al trono di Lucifero. Tra il Sacro Guerriero di Pegasus e la sua dea c'è però Belzebù, che più e più volte atterra Seiya senza farsi neanche un graffio, abbassando la guardia solamente con l'arrivo di Ikki. Approfittando del duello in atto, infatti, questi si precipita verso Saori, ma fatti pochi gradini viene imprigionato nei rovi e, non potendo muoversi, è facile bersaglio dei colpi di Lucifero. Caduto Ikki, ben poche speranze rimangono a Seiya e Saori, entrambi ormai in fin di vita ed entrambi pronti a giocarsi le ultimissime carte. Saori utilizza lo scettro con la Nike per attaccare Lucifero da distanza ravvicinata, ma ovviamente fallisce nel tentativo e perde lo scettro, scagliato lontano dall'Angelo Decaduto; Seiya cerca invece un ultimo Ryûsei-ken che, vista la sua debolezza, non potrebbe mai andare a segno.

La battaglia si riapre solo grazie all'arrivo di Shun, Hyoga e Shiryu, che impegnano Belzebù venendone comunque sconfitti, ma la loro venuta dà a Seiya il tempo di richiamare a sé le energie rimaste e di indossare l'armatura di Sagittarius, ancora una volta arrivata a soccorrerlo: grazie ad essa e al Suisei-ken, anche l'ultimo Sacro Angelo del Male di Lucifero è abbattuto, e ormai non rimane che Satana in persona. Seiya deve lanciare la Freccia d'Oro, ma come può? Lucifero ha imprigionato Athena, stretta dal suo braccio, e si trova nella stessa traiettoria della dea! Seiya brucia al massimo il proprio Cosmo, invocando il miracolo, proprio mentre dalle Dodici Case si innalzano verso il cielo i Cosmi degli altri Sacri Guerrieri d'Oro vivi e di quelli morti; insieme, il potere delle dodici costellazioni dell'eclittica ha la forza di generare una luce pari a quella del Sole, una luce accecante. Il fascio luminoso penetra le tenebre che circondano il Palazzo degli Intrighi e abbaglia Lucifero, che mostra il fianco a Seiya e viene da questi colpito con la Freccia d'Oro di Sagittarius. Lucifero muore, e con la sua dipartita hanno fine anche gli scempi compiuti da Abel, Eris e Poseidon, nonché il Palazzo degli Intrighi, che crolla appena dopo la repentina fuga dei Sacri Guerrieri di Bronzo.

Shin