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CAST DI DOPPIAGGIO DEL FILM
| SAINT SEIYA - SHINKU NO SHÔNEN DENSETSU | SAINT SEIYA - LA LEGGENDA DEL RAGAZZO CREMISI | I CAVALIERI DELLO ZODIACO - LA LEGGENDA DEI GUERRIERI SCARLATTI |
In un tranquillo e splendente pomeriggio, mentre Saori riposa sotto le frasche di un albero, un bellissimo giovane giunge a lei, presentandosi come Abel di Phoebos, dio del Sole e fratello di Athena. Saori, felice della sua visita, gli si appiccica come un francobollo e gioisce con lui fino a che entrambi non fanno ritorno in una graziosa villetta della signorina Kido, dove cominciano a conversare. L'atmosfera tranquilla, però, si guasta quando Abel rivela di essere tornato fra gli uomini per sottometterli ad un nuovo Diluvio Universale, come già suo padre Zeus aveva fatto nell'antichità per punire il pianeta corrotto dal peccato. Saori, pur stupita, non si oppone apertamente al volere di Abel, anche perché prima che possa ribattere giungono sul posto i suoi Sacri Guerrieri, che manifestano immediatamente diffidenza riguardo alla presenza di Abel e dei suoi tre fedelissimi, Atlas di Carina, Jaoh di Lynx e Berenike di Coma Berenices. La diffidenza si muta in sorpresa quando, a fianco dei tre Sacri Guerrieri del Sole fanno la loro comparsa alcuni dei Sacri Guerrieri d'Oro morti durante le battaglie delle Dodici Case dello Zodiaco, e cioè Kamyu di Aquarius, Saga di Gemini, Aphrodite di Pisces, Deathmask di Cancer e Shura di Capricornus, risorti per volere di Abel allo scopo di proteggere la sorella Athena da qualunque nemico.
Saori accetta la mano che Abel le tende per condurla con sé al Palazzo della Corona, luogo dal quale il dio del Sole intende distruggere il mondo, ma Seiya e compagni non sono d'accordo, e ciò vale soprattutto per il Sacro Guerriero di Pegasus, costretto ad affrontare Atlas senza avere da Athena il permesso di reagire. Saori lascia la villa, ordinando ai suoi Sacri Guerrieri di ritirarsi, e questi accettano loro malgrado il comando, ritrovandosi alla Yacht House per fare il punto della situazione e leccarsi le ferite. Dopo una triste conversazione, Seiya fugge sconvolto e Shiryu decide di recarsi dal suo maestro a Goro-Ho, dove apprende la natura perversa di Abel, smanioso di potere e spietato verso gli uomini, un dio fermamente intenzionato a distruggere la Terra. Trasferendoci al Palazzo della Corona, scopriamo che anche Saori è a conoscenza della malvagità di Abel, al punto che tenta di attaccarlo di sorpresa e di sconfiggerlo, ma subisce infine la peggio, venendo uccisa dal divino fratello. La scomparsa del Cosmo di Athena genera la reazione di tutti i suoi Sacri Guerrieri, che comprendono immediatamente l'accaduto e tentano di porvi rimedio. I primi a fare qualcosa sono Kamyu e Shura che però, affrontati da Jaoh, Atlas e Berenike, perdono la vita nel tentativo di ottenere una rapida vendetta; poi tocca a Seiya, che si precipita alla Dignity Hill, la collina che circonda il Palazzo della Corona, per cercare anch'egli una rivincita su Abel; infine anche Shun, Shiryu e Hyoga raggiungono la Grecia per dare battaglia al dio del Sole, ritrovandosi insieme e facendosi coraggio.
Mentre i tre paladini di Athena si ritrovano, Seiya incontra il primo ostacolo sul suo cammino, Atlas, che evita facilmente i suoi colpi e lo attacca senza pietà, facendosi perfino beffe di lui. A sostenere Seiya c'è solo la voglia di rivedere Saori viva, ma non gli è sufficiente per vincere il duello: il Sacro Guerriero di Pegasus viene così ridotto ai minimi termini dal Burning Corona del suo avversario, e rimane al suolo attendendo la morte, mentre il suo avversario se ne va, credendolo morto. Il teatro della battaglia si sposta solo di poco, cambiando però i propri attori; tocca a Shiryu combattere, e il suo nemico, per la seconda volta, è Deathmask, paratosi di fronte a lui come alle Dodici Case. La differenza, però, è che in questa seconda occasione il Sacro Guerriero d'Oro respinge senza problemi lo Shoryû-ha e con il suo Seki Shiki Meikai-ha spedisce il Sacro Guerriero di Dragon nell'Ade, dove lo raggiunge per terminare la battaglia, credendosi palesemente superiore. E' proprio questo l'errore di Deathmask che, convinto di avere la vittoria in pugno, rivela a Shiryu che per Athena esiste ancora una possibilità di salvezza: Abel sta guidando lo spirito di Athena verso lo Yomotsu Hirasaka, dal quale la dea non potrà più riemergere, ma prima di raggiungere il quale essa sopravviverà. Solo a questo punto Shiryu svela al Sacro Guerriero d'Oro di essersi finto inferiore per conoscere quanto desiderava e, con grande sorpresa di Deathmask, lo uccide con uno Shoryû-ha di incredibile potenza, ritornando nel mondo dei vivi quasi illeso; ad attenderlo, però, c'è Berenike, che con un colpo a tradimento gli distrugge l'armatura e lo riduce in fin di vita.
Il terzo Sacro Guerriero di Bronzo in campo è Shun, che fronteggia Aphrodite, deciso a vendicarsi della sconfitta subita al Santuario e pronto a farlo con le sue Bloody Rose. Il Sacro Guerriero d'Oro, evitato il Nebula Storm con un'illusione ottica creata dalle rose, trafigge il Sacro Guerriero di Andromeda con un venefico fiore bianco, ma quando si appresta a giustiziarlo interviene Ikki in difesa del fratello. Ikki provoca un incubo nella mente di Aphrodite, deturpando il suo ideale di bellezza, e quando questi, furioso, cerca di vendicarsi con le sue Bloody Rose, il Sacro Guerriero di Phoenix lo colpisce senza pietà col suo Hôô Yoku Ten-sho. Dallo scontro ravvicinato esce perdente Aphrodite, che si ritrova, una volta a terra, una delle sue rose bianche conficcata nel petto. Ma la gioia di Ikki dura poco: Atlas, infatti, attacca a sorpresa ed egli, per difendere il fratello svenuto, subisce in pieno il Burning Corona. Frattanto Seiya si risveglia, scoprendo di essere ancora vivo, e al suo cospetto trova Saga, che gli spiega per bene la situazione. Athena, per non coinvolgere i suoi Sacri Guerrieri, ha deciso di affrontare Abel da sola, fingendo di tradire Seiya e compagni, ma ha avuto la peggio; sta di fatto, comunque, che Saori è ancora viva, per quanto la sua anima si stia incamminando verso il luogo del non ritorno. L'unica speranza risiede nella sconfitta di Abel, ma Seiya non riesce a portare nemmeno un colpo a segno contro il Sacro Guerriero d'Oro: come può sperare di sconfiggere addirittura un dio?
In fondo, il Sacro Guerriero nelle migliori condizioni è Hyoga, giunto di fronte al Palazzo della Corona e lì atteso da Abel, Atlas e Berenike. Il dio del Sole ordina al Sacro Guerriero di Cygnus di erigere una bara per la defunta Athena e, dinanzi al fermo rifiuto di questi, lascia i suoi guerrieri liberi di ucciderlo. E' Berenike a proporsi come assassino di Hyoga, così come lo era stato di Kamyu, ed è lo stesso Sacro Guerriero del Sole a portarsi nettamente in vantaggio, intrappolando Hyoga nel suo Golden Death Hair e frantumandogli l'armatura con la poderosa stretta dei capelli di Choma Berenices. Disprezzando la crudeltà di Abel, e ricordando la fede di sua madre in un Dio buono, il Sacro Guerriero di Athena trova la forza di rialzarsi e piegare l'avversario. Come lui, anche Seiya ritrova tutta la forza del proprio Cosmo e vince Saga, scoprendo all'ultimo che questi, ferito ma abbondantemente vivo, gli si è opposto solo per fargli raggiungere il Settimo Senso prima della battaglia finale con Abel. Jaoh giunge sul posto per dare battaglia al Sacro Guerriero di Pegasus che, protetto da Saga, si allontana verso il Palazzo della Corona, lasciando Saga a battersi al suo posto. Il Sacro Guerriero d'Oro, ormai sfinito, trascina Jaoh con sé nella morte.
Uno ad uno, intanto, i Sacri Guerrieri di Bronzo giungono al Palazzo della Corona, e uno ad uno cadono sotto i colpi di Atlas. Solo Seiya, pur palesemente in svantaggio, non si arrende, chiamando a sé tutte le energie residue, bruciando il suo Cosmo fino al livello di un Sacro Guerriero d'Oro e richiamando così l'armatura di Sagittarius. Con lui si rialzano anche Shiryu, che si veste dell'armatura di Libra, e Hyoga, che indossa l'armatura di Aquarius. Atlas subisce la superiorità numerica ed è finalmente battuto dai tre, che si precipitano all'interno del tempio per dare battaglia anche ad Abel, ma Shiryu e Hyoga vengono immediatamente sconfitti. Rimane soltanto Seiya a combattere, con tutto l'ardore di cui è capace, ma se questa sua forza d'animo non è sufficiente per superare le difese di Abel, è invece bastevole per ridestare l'anima di Athena dall'oblio e per salvarla. Saori, quindi, risorge, ma è la solita Freccia d'Oro di Sagittarius, e non la dea, a dare la vittoria ai Sacri Guerrieri di Bronzo e la morte al malvagio Abel.