| JISSEIKEN! | LE DIECI SPADE SACRE! | DIECI SPADE SACRE |
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Un'entità sconosciuta, dall'aspetto indistinto, spiega a Kojiro, Musashi e Soshi che si trovano nel luogo in cui 4000 anni prima vennero forgiate le Dieci Spade Sacre, e racconta loro la storia delle armi. In origine, le Dieci Spade Sacre erano state realizzate con l'intento di proteggere il genere umano; tuttavia Caos, uno dei dieci possessori designati, aveva pensato che col potere delle lame sarebbe stato possibile conquistare il mondo, e aveva tentato di impadronirsi delle altre nove spade. Sedotti da un'idea di conquista, altri quattro possessori erano passati dalla parte di Caos, dando inizio a una vera e propria guerra, protrattasi per millenni e non ancora conclusa. L'entità avverte i tre possessori che essi non potranno sottrarsi al loro destino, e che dovranno scendere in campo contro Caos perché questa è la loro metempsicòsi, l'eterno ciclo della vita e della morte deciso 4000 anni prima. E mentre Kojiro, Musashi e Soshi si chiedono il significato della metempsicòsi, l'immagine della Terra Sacra scompare, e tutti e tre si ritrovano alla casa di Musashi, dove però non sono più soli. Ad attenderli, infatti, trovano tre guerrieri inviati da Caos, venuti ad appropriarsi della Gurenken, della Ogonken e della Fûrinkazan. Il primo di essi a farsi avanti è Arthur della Shikôken, che Kojiro affronta senza pensarci due volte. Il bagliore della Shikôken sta per accecare il guerriero di Fûma, quando anche la Furinkazan inizia a brillare, e di una luce più intensa dell'altra Spada Sacra, che pure si dice sia la più luminosa tra tutte. La spiegazione è semplice: Arthur non è la persona designata dagli dei per brandire la Shikôken, e quindi non riesce ad esprimerne la potenza ai massimi livelli. Non riuscendo ad accettare il fatto che la Shikôken sia inferiore alla Fûrinkazan, Arthur insiste nei suoi attacchi, ma alla fine viene ucciso, e il suo posto in battaglia viene preso da David della Jûjiken. David che vorrebbe uccidere il già esausto Kojiro, ma che viene bloccato da Soshi, intenzionato a battersi. La Jûjiken di David, dopo aver mancato una prima volta il possessore della Gurenken, con un taglio a croce spacca la terra, scavando una profondissima fossa che inghiotte Soshi. Che per lui sia arrivata la fine? Niente affatto, perché Soshi ha capito: David non è il vero padrone della Jûjiken, e non può dunque batterlo. Ripresosi senza problemi, egli abbatte sul suo nemico tutta la potenza della Gurenken, e David viene avvolto dalle fiamme ed ucciso.
Resta soltanto il terzo guerriero di Kaos, Shura, che impugna la Genmu-Hishôken, la Spada del Ghiaccio dell'Illusione. Stavolta però non si scherza, perché Shura è il legittimo possessore dell'arma, e in un solo istante imprigiona Kojiro, Musashi e Soshi in un incubo, facendoli sprofondare in un mondo di ghiaccio nel quale non riescono a muoversi. Solo Musashi, tra tutti e tre, trova nella sua Ogonken la forza per liberarsi, ma la battaglia può dirsi tutt'altro che finita. Non per volontà di Musashi, che invita Shura a prendere le teste e le spade di Kojiro e Soshi a condizione di essere lasciato in pace, ma perché lo stesso Shura afferma che Caos vuole tutte e dieci le spade, compresa la Ogonken. Ha così inizio una difficile battaglia, nella quale Musashi è costretto a confrontarsi non con Shura, bensì con l'immagine di sua sorella Erina, che col volto sorridente avanza verso di lui impugnando la Genmu-Hishôken. Musashi viene trapassato una volta dalla spada, che poi riesce ad evitare, anche se la sua fine sembra solo una questione di tempo. Ma quando Shura pregusta già la vittoria, Musashi, sfruttando il potere della Ogonken, distrugge l'immagine di Erina e il sogno stesso, liberando dall'incantesimo anche Kojiro e Soshi, che osservano la fine dello scontro. Gonfio di rabbia e rancore, infatti, Musashi attacca Shura con tutte le sue forze, ferendolo gravemente e non riuscendo ad ucciderlo solo perché una Spada Sacra si frappone tra la Ogonken e il guerriero di Caos. E' la Raikôken, portata dal suo legittimo possessore, Nero, che esce allo scoperto e sembra avere qualcosa da comunicare.